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Giuliana Bossi Rocca


“Luglio 1999 nasce la Fondazione Humanitas”. Giuliana Bossi Rocca, Segretario Generale della Fondazione, ricorda con entusiasmo i primi passi di allora. “La sfida era quella di intervenire sulla qualità della vita del malato, qualunque fosse la patologia che l’avesse colpito. Di conseguenza, anche sulla qualità della vita della sua famiglia. I progetti e la loro realizzazione dovevano essere completi ed efficaci tanto quanto gli interventi di cura dei medici e degli infermieri dell’Istituto Clinico Humanitas, seppur in campi differenti. Settori diversi, ma entrambi rivolti all’essere umano nella sua totalità fisica, spirituale e psicologica”. “Oggi possiamo dire di esserci riusciti – continua la dott.ssa Rocca – soprattutto attraverso un lavoro corale con i collaboratori e i volontari della Fondazione da un lato, e i responsabili dell’ospedale dall’altro”. Nel corso degli anni, le attività si sono sviluppate parallele all’attenzione e alla sensibilizzazione verso le necessità dei pazienti, molto diverse fra loro, come avviene in un policlinico. Così, anche i compiti del Segretario generale si sono differenziati. “Confortata dalla fiducia che tutti mi dimostrano – spiega Giuliana – dirigo dall’inizio la Fondazione in ognuno dei suoi ambiti. Ultimamente le riflessioni del personale medico/infermieristico e le richieste dei pazienti hanno fatto sì che mi dedicassi in modo ancor più mirato ai programmi di formazione e di accompagnamento psicologico della persona, sia che si rivolgano a pazienti, familiari o volontari sia che si concretizzino in collaborazioni con gli interventi formativi dell’ospedale”. Un impegno personale intenso da cui Giuliana Bossi Rocca trae un forte arricchimento: “Una consapevolezza più profonda della complessità dell’essere umano, delle sue potenzialità e delle sue fragilità di fronte al dolore. Questo aiuta nell’affinare la capacità di accogliere e accettare l’altro, oltre che se stessi e aumenta il desiderio di creare dimensioni autentiche di buona qualità di vita e di relazione. Inoltre, ciò che è entusiasmante nel mio lavoro – conclude – è la creatività. Prendere coscienza delle necessità dei malati legate anche alle loro storie personali, costruire un programma che migliori le situazioni preesistenti e ridia speranza e vedere l’iniziativa crescere è davvero appassionante”.

 
 
  • Fondazione Humanitas
    www.fondazionehumanitas.it